Camminarono per un quarto d'ora per i lunghi corridoi e passarono numerose stanze quando giunsero davanti ad una porta riccamente intarsiata. "Come sempre lo troveremo qua , ormai passa tutte le giornate in biblioteca a leggere , dice che gli manca ormai poco per la conoscenza estrema, bhe chi lo capisce. Ormai e' raro vederlo fuori all'aria aperta o anche solo a fare due passi se non per mangiare." esclamo' Khwaj. Karyal spinse i pomelli della porta che si apri' silenziosamente rivelando il prezioso contenuto. La stanza era alta almeno sei o sette metri e molto grossa, di pianta rettangolare con le pareti lunghe almeno trenta metri per venti. Addossati ai muri e nel mezzo c'erano altissimi scaffali che sfioravano il soffitto pieni zeppi di libri. Sparsi per la stanza vi erano dei pesanti tavoli di legno con delle lampade oscurate appoggiate sopra. Seduto su una sedia al tavolo piu' lontano dalla porta, nella semi oscuita' c'era un figura curva su un libro, intento nella lettura. I due compagni non fecero il minimo rumore, richiusero la porta alle loro spalle e rimasero in silenzio a guardare la strana figura. Questi era cosi' intento a leggere che non si era accorto di nulla, sfogliava freneticamente il libro che aveva davanti, un pesante tomo rilegato in pelle. Da quel poco che si poteva scorgere sembrava che l'uomo fosse sui quaranta anni, era vestito con una lunga tunica scura chiusa all'altezza della vita da una cintura di piume. Il viso era chino sul libro tanto che si riuscivano a intravedere solo i capelli scuri non troppo lunghi e della peluria sul viso, probabilmente una folta barba. A intervalli regolari si udiva l'attento lettore recitare qualche frase , come se stesse leggendo dei brani ad alta voce, per poi tornava nel suo cupo silenzio. I due amici stavano per avanzare quando videro una cosa che li incuriosi'. Gli oggetti che erano disposti sul tavolo , e cioe' la lampada , un segnalibro in bronzo , delle scodelle e un boccale (probabilmente i resti del pasto) iniziarono prima a vibrare leggermente , e poi levitarono dal tavolo di qualche centimetro.

Gli oggetti stettero' cosi' fermi per qualche secondo e poi, come in preda a forze sconosciute, iniziarono a roteare intorno alla figura con velocita' sempre crescente. Karyal e Khwaj stavano fermi a guardare lo strano fenomeno, il primo un po' divertito mentre il secondo preoccupato. La figura seduta continuava a sussurrare qualche frase slegata e di colpo' alzando il tono della voce disse :
"Ma certo, Ymgh ass Yugtr non Ymgh beyar tuam, OVVIO " e cosi' dicendo inizio' a gesticolare con le mani. Gli oggetti sospesi in aria a quelle mosse iniziarono a muoversi come marionette guidate dal padrone e schizzarono in ogni direzione. Il boccale si frantumo' su una parete lasciando dei cocci e un liquido colante sulla roccia, i piatti si ruppero sul soffitto facendo ricadere i pezzi sul tavolo, la lampada oscurata si frantumo' su una libreria appiccando un leggero fuoco ai libri, e il segna libro di bronzo schizzo a tutta velocita' verso la porta conficcandosi nel legno a due dita dal viso di Karyal. "KIRK, brutto escremento di goblin ma e' possibile che ancora non hai imparato a controllarti!!" esclamo' Khwaj arrabbiato. La figura allora, accorgendosi di non essere sola alzo' la testa e guardo' in direzione della porta. Ora il suo viso si vedeva chiaramente , grazie anche al piccolo fuoco appiccato accidentalmente che si stava espandendo sulla libreria alle sua spalle. I capelli neri che cadevano sulle spalle erano mal curati e brizzolati all'altezza delle basette, la barba incolta era appena accennata e gli occhi verdi e profondi in quel mare di peluria risaltavano come gemme tra' i sassi. "Ma chi osa interrompere il mio studio , oh sei tu Khwaj e chi e' il tuo compagno?" disse Kirk scrutando la persona alla sinistra del troll. "MA ...ma ....Karyal , finalmente sei tornato" e dicendo cio' inizio a camminare a passo spedito verso l'amico ritrovato. Gli arrivo' a un palmo di distanza e aprendo le braccia lo abbraccio' calorosamente. "Quanto tempo, era ora che tornassi , ti ho visto spesso durante i miei esercizi. Scrutando il giro ho visto molte cose interessanti e un paio di volte, piu' per fortuna che per merito, sono riuscito anceh a vedere te. Allora avrai molte cose da raccontarci, chissa' quante cose avrai visto su, su, non farmi attendere" inizio a dire Kirk senza accennare a diminuire il ritmo della discussione. Karyal rimase per un momento sbilanciato da tante domande , non aspettandosi un attacco cosi' frontale , soprattutto dopo quello che era appena successo e apri' la bocca per parlare , quando Khwaj intervenne. "Kirk , anzitutto bisogna pensare all'incendio che hai appiccato , non vorrai bruciare tutta la libreria che il nostro signore ti ha messo a disposizione, vero? E poi devi smetterla di buttarti un quel modo nella lettura, lo sai che hai il vizio di perdere il controllo dei tuoi poteri e potresti di nuovo far male a qualcuno , ormai non sei piu' ragazzo come quando ci incontrammo , e potresti fare danni notevoli." e dicendo cio' il troll prese un boccale di birra rimasto intatto e si avvicino' al fuoco. Karyal gli corse dietro e non fece in tempo a fermarlo che Khwaj getto' il contenuto della brocca nel fuoco alimentandolo. "No Khwaj NO, non cosi, farai solo piu' danni. Lascia fare a me, e dicendo cio' congiunse le mani e disse: "Rasshha Mysta Create Water Yuuu". Sopra la sua testa comparve una bolla di acqua levitante che il mago diresse verso il fuoco entinguendolo sul colpo.

"Ma che controllo e controllo , io ho il perfetto controllo dei miei poteri, fanno esattamente quello che voglio io quando dico io" disse Kirk che era rimasto sull'uscio della porta. Khwaj rivolgendosi al compagno vicino disse sussurrando : "Si, si, certo, vallo a dire ai due paggi che ha ucciso l'altra settimana mentre gli portavano da mangiare. Poveretti, lo hanno trovato che era concentrato nella lettura in palestra e quella volta ha fatto volare una decina di spade. Pensa che ora, le rare volte che gli portano da mangiare, lo fanno in armatura e scudo e mai quando sanno che ha un libro fra le mani". Karyal si giro' verso Khwaj , lo guardo' con aria di approvazione, poi diresse lo sguardo al segna libro conficcato nella porta e disse :" Capisco". "Bhe bando alle ciance , ora sediamoci , bevaimo qualcosa e facciamo due chiacchiere, abbiamo tante cose da dirci." disse Kirk stampandosi un enorme sorriso sulla faccia. I tre si sedettero su un tavolo intatto e iniziarono a chiacchierare. "Allora amici , iniziate voi, sono stato lontano tanto tempo e voglio sapere cosa e' successo qui" disse Karyal. "Bhe, molte cose, ti diro' le piu' salienti" disse Kirk preparandosi ad un lungo discorso. "Quando te ne sei andato per cercare la via della conoscenza eri giovane, io lo ero un po' meno di te e Khwaj invece lo era di piu'. Allora il nostro rifugio era molto piu' piccolo e grezzo e abitato solo dai servitori del nostro signore e da qualche operaio nanico fatto venire per l'occasione. Da quando abbiamo scoperto i giacimenti di oro sul fondo della montagna abbiamo fatto fare grandissimi lavori di espansione, abbiamo reclutato mercenari e le creature della notte fedeli a nostro padre sono venute ad abitare nella cittadella. Egli ha fatto costruire recinti, meccanismi , interi quartieri tra' la roccia e ha convocato i piu' grossi capi Goblin e Troll. E come ben sai ha convocato noi Spettri. A parte noi vecchi, che gli siamo accanto da tantissimo tempo, ha scelto nuovi Spettri degni della sua fiducia , gente come Khwaj..." e batte' la mano sulla spalla del gigante che si volto' verso di lui e accenno' un sorriso che sembrava piu' una smorfia, e continuo': "...e pochi altri che dovevano rimpiazzare i caduti. Siamo rimasti in pochissimi della vecchia generazione, Karyal, in molti sono periti e altri hanno disertato. Shea e Gablin, sono morti in un'ultima e strenua difesa" e dicendo cio' il viso divenne scuro. "Shea e Gablin ? " disse sconvolto Karyal. "Ma, erano troppo giovani per la battaglia, come e' successo?" chiese il cavaliere. "Tutto accadde quattro anni e mezzo fa', tu eri appena partito e la casa era ancora poco piu' che qualche grotta collegata tra' di loro. "Shea e Gablin erano allora poco piu' che ragazzi , avevano iniziato il loro addestramento da' un paio di anni presso il nostro signore ed erano avventati. Egli li mando' in perlustrazione con dieci orchetti per il versante nord, avevano l'ordine di fare un giro di e tornare prima del tramonto. Si spinsero troppo a nord uscendo dal nostro territorio, e incontrarono una pattuglia di cavalieri. I nostri stolti amici contarono sei uomini a cavallo e decisero di fare un'imboscata per portare un trofeo al nostro signore. Gli orchetti caddero quasi subito , portando con loro solo tre cavalieri e ferendone bruscamente uno. Rimasero loro due , grossi e' vero ma inesperti contro tre cavalieri. L'avversario ferito fu fatto mettere in disparte dietro un'albero , al riparo dagli attacchi e cosi' lo scontro divenne pari. I nostri due giganti conto due uomini con armatura da guerra. Ahime' quanto si pentirono di non aver studiato cio' che io gli volevo insegnare, ma come sempre i guerrieri piu' sono giovani meno sono intelligenti" e dicendo cio' Kirk getto' uno sguardo a Khwaj che fisso' con aria interrogativa. "Bhe ? Che c'e' da guardare?" chiese il troll. " Niente , niente , fammi continuare, allora dicevo..se avessero studiato un po' avrebbero riconosciuto subito lo stemma sull'armatura del cavaliere e non avrebbero osato tanto. Si trattava infatti di Athor , allora piu' giovane ma gia' temibilissimo avversario, e praticamente imbattibile per loro. Infatti egli fece spostare il suo giovane compagno, un cavaliere non ancora uomo , biondo dagli occhi color nocciola con una piccola cicatrice sul mento, e combatte' da solo. Come e' solito fare lui scese da cavallo e offri' ai due avversari il primo attacco. Non c'e' che dire, e' sempre stato un signore, peccato tanta dedizione dalla parte sbagliata.Shea e Gablin si lanciarono insieme sul nemico che si libero con fin troppa facilita' dei due avversari. Dubito che i giovani Spettri abbiamo mai visto movimenti cosi' veloci e coordinati. Saranno spirati prima di toccare il suolo, almeno non hanno sofferto, e' tornato solo un goblin a a riferire tutto e quando i nostri soccorsi arrivarono sul posto ormai trovarono solo i nostri morti, i loro li avevano seppelliti velocemente li vicino." Gli occhi di Karyal divennero di colpo umidi udendo questa storia mentre fissava il volto cupo di Kirk. Khwaj invece irto di rabbia disse : "Poveri giovani, se ci fossi stato io allora ah, le cose sarebbero finite diversamente." "Sarebbero state uguali se non peggio, con un morto in piu'. Allora come ora Athor ti avrebbe ucciso, e' troppo per te" esclamo' Karyal fissando freddamente Khwaj. Il troll stava per ribattere quando vide gli occhi del compagno, e dietro l'apparente freddezza lesse un dolore profondissimo , e decise di tacere. "Da allora il nostro signore ha fatto ingrandire la nostra casa facendola diventare cio' che vedi ora , o meglio cio' che ti mostrero' domani. Ci sono nuovi amici, molti dei quali ora sono in viaggio per missioni affidatigli. Troverai pocchissimi Troll e goblin nella citta', il nostro signore dice che siamo troppo vistosi e dato che dobbiamo dare pochissimo dell'occhio li ha rimandati nei loro villaggi , tenendone qui una piccolissima rappresentanza. E ora sta' a te parlare Karyal dicci cosa hai fatto tutto questo tempo" disse Kirk. "La mia storia e' troppo lunga per essere raccontata per intero questa notte. Ho esplorato, combattutto e ucciso; ho trovato parecchi oggetti che mi sono stati utili e imparato tantissimi incantesimi. Ma cio' a cui piu' tengo e'questa spada" e dicendo cio' slaccio' il fodero della spada dalla cintura e l'appoggio' sul tavolo. "L'ho cercata per due anni , e alla fine l'ho trovata nella tana di un potente drago. Avevo letto di lui su un libro che ho trovato in una libreria durante i mei viaggi, l'ho cercato e alla fine sono riuscito a scovarlo. Ma il drago era troppo potente per me, e allora mi sono trasformato in Roo Hunter, sono entrato silenziosamente nella tana e, tra soldi e oggetti pregiatissimi ho trovato lei.

Ha dei poteri strabilianti , ma non sono riuscito a scoprirli tutti. Sul libro ne ho letto la storia; era la spada di un potente guerriero, forgiata da un dio per l'occasione. Infatti serviva per una missione, l'uomo, di cui non so' il nome, doveva entrare nella bocca di un vulcano e spaccare con questa spada una teca per ordine del divino. Bhe la storia e' abbastanza lunga, ve la raccontero' un'altra volta, comunque adesso vi basti sapere che e' mia." e mentre parlava il cavaliere nero estrasse la spada dal fodero.

La lama era fredda e azzurrina dalle venature viola, delle piccole scariche elettriche la percorsero per qualche secondo dopo di si dileguarono. L'elsa era completamente nera con qualche intarsio e un'unica pietra blu' al centro. Gli amici allungarono il collo verso il centro del tavolino per guardarla meglio; Khwaj tocco' la lama con la punta di un dito che ritrasse subito lanciando un profondo "OUCH".

Karyal lanciando una piccola risata disse: " Non preoccuparti , e' solo una leggerissima scossa, non fa' male da' solo un po' fastidio. Ogni volta che la sguaino si attiva ma dopo pochi secondi si spegne e devo rimetterla nel fodero per un po' per farla ricaricare, questo e' uno dei suoi poteri ma non so' se puo' lanciare scariche piu' forti." Kirk intanto che stava guardando attentamente la pietra si giro' verso Karyal e disse :" Cosa c'e' dentro la pietra?" "Ha vedo che te ne sei accorto, non lo so' , sembra una macchia ma si sposta in continuazione, e non vi ho detto tutto" il compagno si fermo' un secondo e poi continuo': "Ogni tanto sento che mi parla , e' come se tentasse di dirmi qualcosa e piu' volte mi sono svegliato la notte con la sensazione di aver fatto uno strano sogno, ma non ricordo mai niente. E quella macchia ? Vedete, ora e' a destra ma ieri era sulla sinistra." e indico' la pietra. E infatti guardando bene la pietra non era pura, aveva una macchia sulla parte destra. Non era particolarmente grossa ma sembrava che si muovesse lentamente. "Sul libro c'era scritto che urlando il nome della spada impugnandola si sarebbero liberati grandissimi poteri." "Ed e' vero?" chiede Khwaj con l'aria meravigliata. "Non lo so', non c'era scritto il nome e non l'ho trovato neanche inciso nella grotta del drago" rispose il compagno. "Bha , tutte scocchezze, la forza di una spada e' nel braccio che la brandisce. E ora andiamo a letto, a forza di parlare si e' fatto tardi e domani ci dobbiamo alzare presto" disse il troll. "Si, forse il nostro grosso compagno non ha tutti i torti, vieni da un lungo viaggio e anche noi abbiamo bisogno di riposo" esclamo' Kirk alzandosi e porgendo una lampada a Karyal. "Ti verro' a chiamare domani mattina, riposa ci sara' tempo per le storie." Detto cio' l'uomo in tunica apri' la porta, fece uscire i compagni e la chiuse con una chiave che si mise in tasca. "A domani mio caro amico" disse allontandosi al buio con passo sicuro. "Bhe mio buon gigante , a domani allora " disse Karyal verso Khwaj, e si allontano' anche lui tenendo la lampada davanti a lui. Khwaj rimase un minuto fermo a capo chino pensando alla spada di Karyal, dopodiche' ,alzando la testa, disse "Bha , sempre stregonerie, ma dove e' finta la buona e sana violenza di un tempo" e vedendosi solo e al buio si diresse prima camminando e poi correndo verso il corrodio , e urlo': " EHI, VOI DANNATI STREGONI MI AVETE LASCIATO SOLO!!!".

Rimetti a posto la pergamena e ritorni allo scaffale.