Memore dell'antico orgoglio di Miana nel far parte di quella famiglia e cosciente del potere e del rispetto che gli sarebbero giustamente stati accordati, Karyal invoco' il Sommo Laisburg e gli chiese di far parte delle sue armate. Dure furono le prove che dovette affrontare, giudico che pochi tra i viventi sarebbero in grado di ripeterle, ma egli le supero' e divenne Spettro.

La storia a questo punto si fa triste e tormentata, Miana infatti era convinta che l'appartenenza del suo amato alla Famiglia degli Spettri avrebbe spento il sentimento che questi provava per lei, conscia del fatto che uno spettro non possa conoscere l'amore, ma solo il freddo e l'odio, si ribello' alla scelta di Karyal ed egli rischio' di perderla. Grande fu la forza dell'eroe, e memorabile il suo coraggio quando egli sfido' l'ira del Dio riconsegnandogli l'anello che simboleggiava il suo essere Spettro, e tutto per l'amore di una donna, quanto grande dovesse essere quell'amore lascio a voi immaginarlo. Rinunciato a Laisburg e alla gloria Karyal dedicò tutto se stesso all'amata, ma nuove nubi si stavano gia' addensando sul loro futuro.

Artic, il mago, infatti non si era certo arreso e facendo leva su cio' che di non umano era rimasto in Miana, che egli considerava ancora una sua proprieta', la costringeva di quando in quando a seguirlo e arrivo' al limite a farle attaccare lo stesso Karyal. Le sofferenze di lei erano grandi, ma ben poco poteva contro il potere del suo creatore. I tentativi di Artic per tornare in pieno controllo della sua favorita si susseguivano sempre piu' pressanti, rapitala, cancello' la sua memoria, annullo' dalla sua mente ogni ricordo della sua vita passata, ma neppure questo servi', il caldo cuore di Miana non pote' essere raffreddato dal gelo di Artic e presto l'amore per Karyal torno' forte piu' di prima e con esso riaffiorarono i ricordi. Nonostante tutto sottili differenze tra Karyal e Miana cominciavano ad apparire, Karyal certo non poteva sfuggire al suo Karma e il tempo lo avrebbe confermato, mentre lui non poteva negare la sua essenza di Spettro, Miana viveva sempre piu' intensamente il suo nuovo essere umana, lei era calda e dolce mentre Karyal piu' freddo e riflessivo e di questa freddezza Miana soffriva, forse anticipando cio' che sarebbe poi inevitabilmente successo.

Molti furono gli eroi che Karyal incontro' nel suo peregrinare in cerca di gloria, assieme a Purplebeast e ad Arion egli affronto' i pericoli del Piano Abyssale, terribili Efreet e Dracolich, mostri di altri piani ed ere, affrontati senza la paura che spesso affligge anche i piu robusti guerrieri, senza il timore che fiamme infernali o energie diaboliche distruggessero oggetti preziosi e mitici per quanto inestimabili essi fossero. Non era certo il suo armamento a fare di Karyal un grande, ma la forza interiore ed il coraggio che lo rivestivano come la piu' lucente delle armature. Dal grande Kothar imparo' le arti della guerra e la dedizione ad una causa ed assieme a Slanter il battitore e a Kirk (che divenne poi noto come Il Profeta dell'Oscurita') percorse tutte le strade del mondo conosciuto scontrandosi con qualunque essere si fosse trovato sulla loro strada. Kirk fu per lui un grande aiuto nei momenti duri che spesso colgono un guerriero. In un mondo permeato dalla magia la morte puo' essere sconfitta; pagando il giusto prezzo al destino, a volte si puo' anche sacrificare, con l'aiuto di potenti sacerdoti, parte delle proprie energie per diminuire questo debito mistico, ma questo lascia il risorto sempre un po' piu' debole di quanto egli fosse prima. Memore del peso che tali pratiche avevano fatto gravare sulla sorella, Karyal giuro' a se stesso di non indebolire il suo corpo con le pratiche negromantiche di resurrezione, almeno fino a quando non fosse stato abbastanza forte per sopportarle senza gravi conseguenze. Ma la morte e' sorella dei coraggiosi ed il debito di Karyal col destino non accennava a diminuire. Kirk fu di guida e di conforto a Karyal proprio quando lui ne aveva bisogno, lo spronava, lo faceva scontrare con nemici ancora ben lontani dalle sue possibilita', metteva di continuo a frutto le sue doti di guaritore, quando come maestro della mente attingeva al suo stesso sangue per procurarsi l'energia mistica per i suoi poteri mentali. Kirk diede a Karyal la cosa che a lui piu' serviva in quel periodo, la possibilita' di essere utile e un nemico sempre nuovo da abbattere. Fino al fatidico giorno in cui Kirk fece il primo passo verso l'immortalita' ed in quel momento Karyal era al suo fianco. Nonostante i momenti di gloria la vita di Karyal non era certo ne tranquilla ne' felice, il malvagio Artic continuava a tendere tranelli alla dolce Miana cercando di riportarla a se, terribili furono i momenti di sofferenza di lei nel tentare di resistere alle stregonerie del mago, atroci le sofferenze che lei le infliggeva, quasi insopportabile per Karyal il senso di totale impotenza di fronte alla sua magia. Le cronache a questo punto si fanno oscure, narrano i saggi che in realta' un modo per rompere l'oscuro lgame tra la donna ed il mago esistesse, di cosa si trattasse non ci e' dato di sapere, e che il valoroso Karyal e la sua amata Miana lo avessero trovato, fatto sta che ad un certo punto Artic si allontano' per scomparire lentamente, ma, paradossalmente assieme a lui se ne ando' anche la felicita' tra i due amanti, quella felicita' resa cosi' preziosa forse dal fatto di essere stata cosi' difficile da conquistare rubando istanti d'estasi al potere del mago.

Miana col tempo era cambiata, troppe morti e troppe resurrezioni avevano indebolito il suo corpo e forse il suo spirito, col tempo Karyal aveva pagato il suo debito al fato, e ben presto torno' a visitare i suoi maestri d'arme per aumentare il suo potere mentre per lei la strada era ancora lunga. Nacquero poi gelosie e tensioni per l'amicizia tra Karyal e la bella Marika, amicizia che risultava insopportabile agli occhi della sua amata e anche questo fu fonte di attriti, pian piano Miana comincio' a farsi vedere sempre piu' i rado fino a quando misteriosamente scomparve, quasi non fosse mai esistita. Nei momenti piu' grandi della sua gloria Karyal fu davvero solo. Colmato il debito col destino divenne presto maestro in tutte le sue arti, per il suo grande coraggio e continua disponibilita' verso i piu' deboli fu nominato Eroe e salutato come tale da un collegio di Dei superni riuniti a consiglio, contribui' a liberare Ravenloft, affronto' da solo uscendone indenne nemici come il Dracolich ed il mistico Demi-lich, divenne sempre piu' potente e al contempo sempre piu' solo. Bark il Saggio, suo padre, ormai raggiunta la divinita' era distaccato dai problemi dei mortali e poteva essergli vicino solo in spirito, Laisburg il Sommo lo aveva rinnegato, dopo il suo gesto e Miana era ormai solo un'ombra triste che gravava sul suo cuore. Certo non gli mancavano gli amici, ma cosa possono gli amici quando ad un uomo manca l'amore? Desiderava dempre e solo lei, la sua Miana, era divenuta la sua vita e senza di lei Karyal inizava lentamente a spegnersi.

Oscuri pensieri cominciarono ad affollarsi nella mente dell'eroe. In un mondo che gli aveva dato gloria e potere, e che lo aveva reso al contempo vulnerabile e triste come solo un grande puo' essere, Karyal iniziava a domandarsi se continuava ad avere senso restare o no, una lama di ghiaccio gli stava attraversando lentamente il cuore facendolo pian piano morire dentro, mentre cercava inutilmente di vivere.

Giunto al limite, il suo coraggio prese il sopravvento sulla disperazione, chiamo' a raccolta tutto il suo potere e decise di rinnegare il dolore, di rinnegare la sofferenza, di rinnegare la tristezza e di recuperare il suo Karma. In una notte senza luna, tra l'ululato dei lupi e il ringhiare di bestie che non dovrebbero camminare su questa terra, egli chiamo'... Chiamo' e il suo richiamo non fu' inascoltato. Il fischio del vento lentamente muto' in un lamento di mille anime straziate, piccoli fuochi fatui cominciarono a danzare attorno a lui e sorse, come una luna di sangue, la sagoma, ardente nel buio, di un anello, con all'interno rune piu' antiche del tempo, incise da mani che nulla hanno a che vedere con l'uomo. Poi due occhi come carboni ardenti lo fissarono dal buio con quello sguardo che i mortali temono piu' della dannazione....Laisburg il Sommo aveva risposto al suo richiamo.

Non ci e' dato di conoscere i dettagli del loro dialogo, si sa solamente che Karyal chiese a Laisburg di rientrare a far parte delle sue legioni e che Laisburg accettò in cambio di una prova della sua rinnovata fedelta'. Karyal avrebbe dovuto consegnare al Dio entro tre giorni uno dei simboli dei Cavalieri del Tuono o di un'altro degli ordini devoti a Killrazor. Se la prova fosse fallita Karyal non avrebbe mai piu' potuto essere di nuovo uno Spettro e la sua essenza avrebbe perso allora ogni significato.

Ora come e' noto ai piu' l'ordine dei Cavalieri del Tuono e' uno dei piu' temuti e rispettati, ne fanno parte grandi eroi e per nulla al mondo essi si separerebbero dal sigillo che simboleggia il loro valore. Bene Karyal lancio' loro una sfida ufficiale, un loro campione, chiunque di loro in singolar tenzone, chi avesse vinto avrebbe avuto il sigillo, l'onore e la vita superna di Karyal stesso... Con quel gesto l'eroe si giocava tutto, ma la sua volonta' e il suo coraggio non vacillavano.

Le reazioni non si fecero attendere, io stesso vidi con orrore un editto dello stesso Killrazor che bandiva Karyal per la sua sfrontatezza e proibiva ai suoi seguaci di frequentarlo, anzi ne chiedeva la testa! Gli avvenimenti successivi avrebbero sconvolto ben piu' della piccola Alma Civitas, anche i piani superni ne sarebbero stati turbati, da quel duello sarebbe nata l'Oscenita' chiamata Darkrazor, ma questa storia e' narrata in altre cronache.

Ti accorgi che manca ancora la pergamena che contiene il capitolo finale ...


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