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- Capitolo II ''Il ritrovo''Karyal camminava veloce per i cunicoli che si stendevano per il sottosuolo della sua amata citta' , sicuro della direzione da prendere per svincoli e direzioni che imparo' fin da ragazzo, quando fu allevato in questo luogo. Dopo una serie di deviazioni, di porte e di sentinelle che si chinavano davanti al loro signore arrivo' di fronte ad una grossa porta in legno. Spinse con forza e le ante si spalancarono con non troppa facilita', rivelando una enorme grotta sufficientemente illuminata nella quale erano appoggiati diversi strumenti di esercizio come pesi, aste, corde appese al soffitto e altri attrezzi che servivano a tenere il corpo in un ottimo stato. All'interno vi erano una decina di uomini che si stavano esercitando, chi con spade di legno , chi nell'arte della lotta , si fermarono di colpo e si girarono verso il nuovo entrato. Ci fu un silenzio di tomba, tutti erano fermi a guardare nella sua direzione stupefatti , come convinti di fissare un sogno o un fantasma. Uno di loro , un giovane molto robusto avanzo' di qualche passo, si butto' in ginocchio e disse: " Mio signore, finalmente siete tornato , aspettavamo tutti con ansia la sua venuta, alcuni messaggeri avevano detto che eravate stato ucciso dai Cavalieri del Tuono , ma il sommo signore li ha fatti tagliare a piccoli pezzi " detto questo anche gli altri lasciarono cadere i propri oggetti e si buttarono in ginocchio. Karyal avanzo' di una decina di passi e disse " Anche io sono contento di vedervi, bhe ci sono andati vicini ma tre paladini non sono bastati per me..." mentre diceva cio' senti' alle sue spalle il rumore di una carica , come un elefante che lo puntava. Non fece in tempo a girarsi che due enormi mani lo presero alla vita e lo sollevarono da terra con tutta l'armatura. Una voce disse " Karyal lurida pezza da piedi finalmente ti sei deciso a tornare, erano ormai cinque anni che aspettavo di rivedere la tua brutta faccia per spaccala in mille pezzi, non ho scordato l'ultimo affronto." detto cio' lo giro' come avrebbe fatto una bambina con la propria bambola di pezza e gli pianto' la grossa faccia ad un palmo dalla sua.Era un grosso troll, alto quasi due metri , era uscito da una grossa rientranza della caverna, praticamente una stanza al lato della porta di ingresso. Aveva due grossissime braccia muscolose che tenevano Karyal per la vita bloccandogli i movimenti, il torace possente respirava velocemente come se fosse appena uscito da un' esercizio molto faticoso. La testa grossa come quella di un drago , ma piu' tonda e pesante, era piantata ad un palmo dalla faccia del guerriero in armatura e il viso, duro, segnato da una profonda cicatrice che gli attraversa il mento, era sorridente e gli occhi profondi, languidi, come pronti a piangere. Aveva una unica, grossa treccia larga tre dita che partiva dalla parte alta del cranio e scendeva fino alle spalle, il resto dei capelli erano stati tagliati ed era rasato con cura. "Quanto tempo vecchio filibustiere, potevi anche farti sentire prima, sono stato in pensiero per te" esclamo' il troll stringendo Karyal al petto. "Si, si, anche io sono contento di vederti Khwaj ma lasciami a terra o finirai per stritolarmi." esclamo' Karyal dolorante per la stretta del compagno. Allora Khwaj poso' delicatamente il guerriero in armatura per terra e felice del nuovo incontro tuono degli ordini agli uomini : " Forza pelandroni tornate ai vostri esercizi se non volete vedervela con me , non ci servono pappemolli ma forti guerrieri," e detto cio' gli uomini raccolsero gli attrezzi e ritornarono ai loro esercizi. " Allora Karyal , togliti quella pesante armatura e rilassati, hai molte cose da raccontarmi." esclamo' il troll. "Vabbene , effettivamente il viaggio e' stato lungo e incomincio a sentire il peso di questa armatura che mi ha protetto piu' volte" e cosi' dicendo incomincio' a slacciarsi le cinghie che tenevano unite la sua corazza nera e poso' i pezzi su una sedia li vicino rimanendo solo con la spada e gli abiti leggeri. " E ora questo ultimo pezzo , il mio pesante elmo" e detto cio' apri' l'elmo facendo scattare un piccolo meccanismo che sgancio' i guanciali chiusi, e se lo sfilo' dalla testa. Karyal era un uomo di mezza eta' , probabilmente piu' vicino ai trent'anni che ai quaranta, i capelli erano tagliati corti e di un colore nero come la pece con qualche lieve sfumatura grigia qua e la, il viso era abbastanza gradevole, dai lineamenti forti e decisi e molte volte anche regali. Gli occhi di un profondo azzurro erano l'unica cosa che lo caratterizzava sia con l'armatura che senza. Il corpo non era particolarmente robusto, le braccia erano ben proporzionate e non particolarmente muscolose e le mani, anche se con qualche callo, non sembravano aver visto lavori particolarmente pesanti. Aveva piu' che altro l'aspetto di uno studioso che quello del guerriero ,come d'altronde gli atteggiamenti che aveva dimostravano. I suoi movimenti, infatti, erano armoniosi e ritmici , il suo modo di parlare era calmo e distinto, scandiva bene le parole e dava ad ognuna di esse il tono che gli spettasse. Rimase cosi' , con la spada abbandonata sul fianco a fissare il suo vecchio amico ,alto e marmoreo come solo pochi giganti possono essere, uno davanti all'altro. "Bhe Karyal vedo che il tempo non e' stato molto gentile con te ,speravo che in tutto questo tempo avessi messi su qualche muscoletto , ma ti trovo moscio come ti ho lasciato" disse Khwaj. "Certo mio caro amico , ma ricorda che quando ci siamo lasciati non facevi che prenderne da questo corpo MOSCIO" esclamo' il compagno. "Si ma allora io ero giovane e il mio corpo si e' allenato aspettandoti tutti questi anni" e dicendo cio' mostro' il poderoso bicipide grosso come un anguria. " Bhe anche io non sono stato fermo tutti questi anni, certo non ho curato il corpo ma di certo non ho girato i pollici" ribatte' Karyal. "Sarai anche un ottimo spadaccino , ma senza la tua spada ti farei a brandelli, e anche con quella non avresti molte possibilita'" rispose il troll digrignando i denti. Intanto le persone che avevano ripreso i loro esercizi si zittirono sentendo il loro maestro alzare la voce e si girarono verso di lui. Khwaj stava ora urlando verso Karyal e gesticolando vistosamente gli disse: "Posa quella spada e dammi la rivincita', saro' felicissimo di sbatterti la testa al muro , stai tranquillo saro' attento a non farti troppo male". " Ma sei sicuro ? non vorrei ridicolizzarti davanti ai tuoi allievi, su calmati e andiamo a bere qualcosa....". Karyal non fece in tempo a finire la frase che gia' il troll si era lanciato in carica verso di lui con una velocita' incredibile per uno della sua mole. Il cavaliere nero fece appena in tempo a rotolare di lato per evitare il violento impatto e girandosi verso il compagno disse: "Ok,ok, vedo che come al solito non hai perso il tuo caratteraccio, ma non dire che non ti avevo avvertito" e dicendo cio' si slaccio' la spada e la getto' ai piedi della sedia sulla quale erano posati i suoi vestiti. Ora senza armi e armature poteva muoversi liberamente e per quanto il suo avversario fosse stato grosso non avrebbe avuto problemi a sconfiggerlo. Ma c'era un problema, ed era Khwaj. Infatti caratteristica non troppo felice del troll fin dalla piu' tenera eta' era l'irrascibilita', quando caricava un avversario era praticamente impossibile fermarlo o distorglierlo dalla sua preda, abilita' che aveva preso, diceva lui, da alcuni suoi parenti Berserk. E infatti adesso il troll correva a testa bassa verso di lui, i muscoli del corpo tesi e le braccia allargate come una rete che si chiude sulla preda. Karyal fece appena in tempo a balzare di nuovo di lato e il suo avversario fini' rovinosamente sul muro alle sue spalle distruggendone una sezione di un paio di metri. L'impatto non sembrava averlo minimamente danneggiato ne sconcentrato , si giro' di nuovo e riprese la furente carica. "Bhe direi che questo gioco e' durato fin troppo " disse il cavaliere nero. Uni' i palmi delle mani all'altezza del petto e ad alta voce esclamo' : "Saxa Yymir Paranlisys", e dicendo cosi' le mani iniziarono a brillare di una lieve luce biancastra. Affronto' cosi' l'ultima carica dell'avversario, con un poderoso balzo giunse ai piedi del troll e con notevole velocita' e prontezza di riflessi gli tocco' le ginocchia e rotolo' alle sue spalle passando sotto le gambe. Khwaj si giro, fisso' l'avversario e tese i muscoli per l'ennesima rincorsa, ma qualcosa di strano gli strava succedendo. I muscoli come di incanto si bloccarono, la gambe non rispondevano piu' agli ordini cosi' come le braccia e sul viso rimase scolpita quell'espressione d rabbia come un'opera nel marmo. Karyal si avvicino' al compagno inerme mentre le mani perdevano la loro luminosita', e disse : "Come sempre sei troppo irruente, cosi' ti scopri agli attacchi degli avversari. Certo come forza e brutalita' pochi ti sono rivali ma dovrai fare i conti con qualcuno piu' intelligente di te , prima o poi" e dicendo cosi' inizio' ad avvicinarsi al troll fino ad essergli vicinissimo. Guardando gli occhi di Khwaj lesse una crescente rabbia in lui e allora disse: " Vedo che e' inutile tentare di mettere un po di buon senso in questa testona vuota, ora ti liberero' ma stai calmo non vorrei diventare piu' drastico.". Gli uomini intanto si erano radunati intorno ai due e guardavano la scena con stupore prima , e con ilarita' dopo trovando il loro potentissimo maestro molto buffo in quella posizione bloccato dalle sole parole di un uomo molto piu' piccolo di lui. Prima un paio di giovani iniziarono a ridere tra' di loro e poi ci fu uno scrosciare di risate. Karyal si allontano' dal compagno e posandogli le mani all'altezza delle ginocchia inizio' a parlare con un tono di voce arcaico dai suoni duri e gutturali: "Gush Massss Dispell " e si allontano di qualche passo. Uno strano formicolio si impadroni' di Khwaj che torno di colpo a muoversi, non disse neanche una parola ma strinse il pugno destro con tutta la sua forza e compiendo un largo arco lo fece piombare su uno degli uomini alla sua destra. Il pugno arrivo' come una valanga colpendo la testa di uno degli uomini che stava ridendo e spezzandogli il collo sul colpo. Il corpo rotolo' con violenza di un paio di metri finendo contro il muro, e fu silenzio. "Brutta razza di scarafaggi , come osate ridere del vostro maestro ? Questa e' la punizione per chi osa farsi beffa di me. Allora altri trovano la cosa divertente ?" disse Khwaj con tono altero e molto autoritario. Gli uomini indietreggiarono di qualche passo e una voce da dietro le file disse: " No...no , non c'e' niente da ridere, anzi ...e' stata tutta fortuna, voi siete sicuramente il piu' forte". Il troll si volto' verso Karyal, poi disse con tono ora piu' calmo e rilassato: " No, non piu' , un tempo lo ero ma ora c'e' chi mi batte, come avete visto " e si diresse verso il compagno con passo lento. "Complimenti mi hai battuto , anche se hai usato uno sporco trucco, non sono mai stato portato per la magia io e il nostro signore me lo disse che sarebbe stata la mia rovina." E dicendo cio' cinse con una delle sue enormi braccia l'amico. " Ma ora andiamo a trovare gli altri , saranno impazienti di vederti. E voi la' dietro fate buona guardia al suo equipaggiamento se non volete fare la fine di quello stolto, ah ...approposito portate via quel corpo, non vogliamo mica finire appestati vero ?" e detto cio' si avvio' verso la porta. I due compagni uscirono dalla porta insieme e si avventurarono per i bui cunicoli sicuri della direzione da prendere.
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